Chiudiamo il computer, riapriamo le scuole!

(Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri)

Egregio Presidente del Consiglio Dei Ministri, gentile Ministro dell’Istruzione,

questa mia lettera nasce apolitica, senza colore, apartitica, scevra da ogni ipotetica ideologia di parte. Sono papa’ di due figli in età scolare, 4 elementare e 2 media. Dall’inizio della pandemia mi pongo quotidianamente una domanda.
Quando finirà?
E non mi riferisco alla epidemia per la quale nessuno ha la sfera di cristallo.
Il mio dubbio riguarda la scuola.

Le mie perplessità riguardano principalmente l’aspetto psicologico e relazionale dei nostri figli. Non trovo giusto che a 12 anni (senza conoscere sino a quando si protrarrà questa situazione), debbano subire per 6 ore al giorno la tortura delle lezioni a distanza con l’ulteriore aggravio dei compiti pomeridiani.
Trovo la cosa diseducativa a livello pedagogico.
E’ oggettivo che la concentrazione, l’apprendimento e l’attenzione non possono essere equiparate a quelle che si avrebbero in presenza.
Lo sperimento quotidianamente io stesso da adulto nelle videoconferenze. Dopo la prima ora vorrei essere altrove, magari in una spiaggia caraibica a prendere il sole con un mohito tra le mani.
Non possiamo pretendere dai nostri figli ciò che noi adulti non saremmo in grado di pretendere da noi stessi. Si chiama incoerenza.
A scuola ci sono gli amici, ci sono le relazioni sociali, ci sono i professori, le simpatie e le antipatie, le empatie tra studenti e docenti insomma, c’è vita.
Vorrei far presente che così facendo state annientando l’elemento essenziale dei nostri ragazzi, la spensieratezza, il reciproco scambio di esperienze, di contatti, di gioco, dello svago. Li state portando al totale annientamento delle coscienze individuali. Tutti uguali. Tutti lobotomizzati dalla luce artificiale di uno schermo, senza la possibilità di un confronto diretto, necessariamente portati alle asettiche e sterili relazioni telematiche Sono molto preoccupato, sono estraetemene preoccupato per questa situazione.
Tra tutte le limitazioni che ci avete imposto, la scuola era l’unica sulla quale avreste dovuto intervenire a gamba tesa per fare in modo che restasse aperta.
La scuola, soprattutto nei primi anni di formazione, rappresenta la base sociale sulla quale costruire il futuro delle nuove generazioni e dell’Italia stessa.
State uccidendo entrambe.
State appiattendo milioni di menti abbandonate a loro stesse troppo spesso nella solitudine di una stanza, lontani da tutto e da tutti.
Non potete pensare che gli schermi del pc debbano essere la sola soluzione  possibile e l’unica finestra sul mondo.
Che razza di futuro state consegnando ai nostri ragazzi?
Che razza di futuro volete riservare al nostro Paese?
Un Paese può realmente definirsi democratico e moderno, se garantisce a tutti i consociati parità di sviluppo, crescita ed opportunità.
Vi siete mai chiesti se la didattica a distanza sia in grado di soddisfare questo semplice ma fondamentale diritto costituzionale?
La risposta è no!
E voglio urlarlo questo no!
Si sta derogando ai principi fondanti, basilari e sostanziali di questo Stato, alla Carta Costituzionale sotto il principio fondamentale del diritto alla libertà, all’istruzione, al lavoro.
Principi sacrosanti derogati da quanti dovrebbero esserne i paladini ed i garanti.
Se ve lo foste domandato, non avreste consentito questo scempio delle menti.
Ma forse era la soluzione più comoda, la più semplice.
Nel mio piccolo mi ritengo fortunato per i miei figli che hanno la possibilità di avere, lo dico banalmente, un pc ciascuno su cui cercare di studiare in video lezione, un collegamento internet da 30 euro mensili e la serenità che noi genitori cerchiamo faticosamente di garantire loro, cercando di non abbandonarli a loro stessi.
Ma non è così per tutti.
Al contrario!
Non ho sentito nessun rappresentante delle istituzioni, se non in rarissime circostanze, affrontare il tema delle migliaia di disabilità vissute da migliaia di ragazzi con difficoltà di apprendimento o perchè effettivamente disabili in senso stretto.
Letteralmente abbandonati dallo Stato, senza maestri di sostegno, senza sostegno economico, senza alcun aiuto se non quello offerto con grandissime difficoltà dalle rispettive famiglie.
Nessuno che parli di questo.
Tanti faremo, stiamo facendo, stiamo cercando, ma mai nulla di chiaro e definitivo. Eppure mi sembra una priorità, una tematica fondamentale da affrontare in questi mesi.La dad non è uguale per tutti e non pone tutti nelle medesime condizioni.Senza voler divagare penso alle aree disagiate del mezzogiorno o alle comunità montane dove i
collegamenti internet sono spesso difficoltosi se non addirittura assenti.
Gentile Ministro dell’Istruzione, abbiamo pensato a questo?
Cosa ha fatto e cosa sta facendo lo Stato Italiano per garantire in questo periodo l’istruzione alle
fasce più deboli?
Piazzando laddove sia possibile milioni di ragazzini davanti ad uno schermo?
Non voglio essere populista o bacchettone o polemico. Questa è una analisi oggettiva dei fatti.
Cosa sta facendo lo Stato italiano per garantire il diritto Costituzionale all’istruzione?
Niente. Solo delegare l’onere alle famiglie ed alle scuole lavandosene le mani.
Per fortuna ci sono gli studenti.
Soprattutto e in questo caso quelli delle scuole superiori che stanno iniziando una ribellione al momento silenziosa all’esterno degli istituti scolastici per manifestare il loro dissenso a questa politica ostruzionista della libertà e della creazione delle condizioni sociali perchè la didattica possa riprendere. Giovani che vogliono andare a scuola e che aborrono questo incapace sistema di gestione del problema.Ammettete la vostra più totale ed ingiustificata incompetenza a governare questo Paese. Siamo sobillati quotidianamente dai numeri dei contagi, dei decessi, dei sintomatici e degli asintomatici. “A dare i numeri” non vi batte nessuno. Il solito nauseante bollettino di guerra.
Ma mai nessuno che affronti il problema principale di questo Paese. L’Istruzione ed il libero accesso alle scuole.
Uno Stato che non pensa ai piccoli, e per piccoli intendo le fasce di ragazzi nel primo periodo della loro formazione, non è degno di essere considerato tale. Ho visto milioni di euro buttati al vento per fornire banchi a rotelle a scuole che poi avrebbero chiuso.
Si chiama paradosso.
Continuo a chiedermi se nemmeno lontanamente ipotizzavano che le avrebbero chiuse. Sbatterei la testa contro il muro per dare un senso a tale incapacità. C’è stato il primo lock down da monito. Non avete imparato nulla da quel lock down. Sarebbe stato per lo meno utile consegnare / assegnare ad ogni singola famiglia con figli in età scolare di primo e secondo grado con bassa capacità di reddito, non dico a tutte indistintamente, almeno un pc pro capite ed un collegamento gratuito ad internet il cui canone mensile ammonta mediamente a 25/ 30 euro.
Questo sarebbe stato nella logica del primo intervento con Dad un aspetto tampone se non altro coerente ed accettabile. Ma sono stati buttati al vento milioni di euro per acquistare banchi inutili, la cui inutilità è stata
acclarata dall’ennesima chiusura delle scuole.
Nessuno risponde di questo dinanzi al popolo?
Questo è inaccettabile in uno Stato di diritto. Ma questo sfogo non è fine a se stesso, ha un obiettivo, una priorità imprescindibile. La assoluta riapertura delle scuole, almeno sino alle terze medie.
Gli assembramenti sono un problema?
Basta gestirli con accessi agli istituti cadenziati nel lasso di un paio d’ore. Una volta in classe gli alunni verrebbero gestiti come oggi si gestiscono gli assembramenti delle elementari e prime medie.
Non faccio una distinzione di classi, ma di età.
Sebbene ritenga ingiusto che anche gli studenti delle superiori debbano essere pregiudicati dalla frequentazione, penso che il rischio psicologico maggiore sia nelle fasce più fragili. La riapertura degli istituti scolastici deve essere un obbligo morale, un principio sacrosanto di buon senso e di rispetto per tutte quelle famiglie che stanno vivendo problematiche immense.
Signor Presidente del Consiglio, signora Ministro dell’Istruzione, prendete provvedimenti immediati.
Dovreste peraltro spiegare a milioni di italiani per quale ragione le lezioni possano essere frequentate sino alla prima media poi tutti a casa.
E ve lo chiedo per piacere, per cortesia!
Evitate di dirci che le prime medie possono seguire le lezioni in presenza per favorire l’inserimento degli alunni nel passaggio elementari / medie, sarebbe una seria offesa all’intelligenza di ogni cittadino italiano.
La verità è che non c’è alcuna logica razionale. Si è trattato di una banale decisione per calmierare il dissenso.
Solo un’ultima domanda. Vi rendete conto che state creando una generazione di frustrati, psicotici, agorafobici?
Avete inculcato nella mente di ragazzini di 9 anni il principio che abbracciare un compagno o una compagna non si debba fare. Avete inculcato nelle loro giovani menti il principio che i fogli dei quaderni, i quaderni, le matite e
le penne, le gomme e i pennarelli i temperini e qualsiasi altro oggetto scolastico o personale non debba essere dato, prestato o utilizzato da nessuno che non ne fosse il legittimo proprietario. Ho letto i protocolli anti covid della scuola e sono rimasto basito, annebbiato nella mente e sconcertato nel vedere le procedure che debbono seguire gli insegnanti nella gestione dei compiti dei ragazzi, dei fogli e delle cartellette che devono essere disinfettate e sanificate e risanificate e spruzzate e ridisinfettate e…
Ma Chi ha scritto i protocolli li ha fatti con buon senso o cosa?
Per poi lasciare autobus e metropolitane affollate all’inverosimile! I sostegni verticali ed orizzontali dei mezzi pubblici vengono forse sanificati ad ogni passaggio di individuo?
Gli autobus i treni e le metropolitane vengono forse sanificati come dovrebbero essere ad ogni piè sospinto?
Perchè circola il denaro contante?
Non è forse anche quello potenziale veicolo di contagio?
Dobbiamo sanificare anche le monete da 1 euro e le banconote?
Stando alla logica ed alla coerenza assoluta, dovrebbe essere così.
Ma di questo nessuno dice nulla.
Mio figlio di 9 anni aveva dimenticato a casa l’astuccio ed era seriamente preoccupato di trovarsi in classe senza che nessuno gli potesse prestare la penna o la matita. L’ho tranquillizzato e gli ho detto che sicuramente un compagno o una compagna lo avrebbe aiutato, e così è stato. Ma da questa banale esperienza ho imparato che non potevo più tacere. Che dovevo scrivere questa lettera. Che non potevo trattenere questa rabbia che mi porta oggi a scrivere e che mi auguro e spero possa fare il giro del Paese.
Temo per il futuro dei miei e dei nostri figli, nessuno escluso. Temo in una generazione di frustrati, di giovani colmi di manie, ippocondriaci di tutto e per tutto, temo in una futura generazione di asociali pscotici anaffettivi individualisti e potrei proseguire ad oltranza.
Signor Presidente del Consiglio, signora Ministra dell’Istruzione, credo sia arrivato il momento di mettersi seriamente in discussione e di provare a porre rimedio allo scempio che state facendo di queste nuove generazioni.
Le state demolendo psicologicamente e moralmente.
Riaprite le scuole. Investite nel buon senso e nella razionalità.
Fatelo almeno per i più piccini, per i milioni di bambini che hanno perso o che stanno perdendo la gioia di una partita di pallone al parchetto o un tuffo in piscina.
Riaprite i centri sportivi, almeno gli allenamenti dove ci si passa una palla con i piedi o con le mani mettendo i guanti, dove non c’è contatto fisico e si sta all’aperto, anche se piove. Fateli tornare a correre e svagarsi, a sfogarsi. Perchè se così non fosse, oltre all’aspetto psicologico già gravemente compromesso, avrete sulla coscienza anche milioni di giovani sovrappeso. Fate in modo che la “mens sana in corpore sano” non sia solamente una locuzione latina da imparare a scuola ma un principio cardine della vita di ciascuno.
Avete chiuso tutto. Li avete privati di tutto. Non togliete loro la speranza.
La cultura e l’istruzione sono l’unica arma che rende veramente libero un individuo per non essere o rischiare di diventare schiavo.
Ve lo chiedo da genitore e da uomo.
Riaprite le scuole.

Livio Palma Giuseppe Longoni