Ogni gesto.
Ogni pensiero.
Ogni istante di raccoglimento e di meditazione.
Tutto è preghiera.
Quella che ognuno, a suo modo, è in grado di esprimere.
ParlarTi è pregarti.
InvocarTi.
OsannarTi.
Anche solo pensarTi.
Tutto ciò significa prendere consapevolezza della nostra condizione di esseri umani.
Fallaci.
Miseri.
Imperfetti.
Fragili.
Poveri uomini.
Sempre insoddisfatti.
Sempre eternamente alla ricerca di qualcosa di troppo grande.
Risposte che non appagheranno mai la nostra sete di sapere.
Risposte che non avremo mai ma che abbiamo la presunzione di saper dare.
Sciocca la superbia di sapere laddove risposte è impossibile vi siano.
Sciocco essere borioso l’uomo.
Ogni qualvolta mi accinga a pensare, mi rendo sempre più conto della fragilità del mio pensiero.
Il mistero della vita è il mistero dell’esistenza.
Dare risposte perfette è un lusso improponibile per la misera presunzione di noi mortali.
Illusi di onnipotenza.
Ma consci della propria meschinità.
Ecco la vanità delle illusioni.
Ecco i peccati capitali.
Si rincorrono in circolo come fanciulli gioiosi e spensierati.
Nel loro volto l’Urlo.
Giro giro tondo.
L’uomo è nel mezzo.
Ignaro agnello al patibolo.
Lussuria.
Avarizia.
Invidia.
Accidia.
Superbia.
Ira.
Gola.
Potere.
Sesso.
Ricchezza.
Gloria.
Giocattoli peccaminosi.
Allettanti o presunti tali.
Fantasie utopiche nelle adipose mani dell’uomo.
Eppure danno l’illusione di essere l’obiettivo, lo scopo ultimo dell’esistenza.
Ma quale esistenza?
Un secondo solo e non ci sei più.
Clic.
Uno schioccare di dita.
Morto.
Secco.
Cadavere.
Freddo alabastro.
Cadavere pieno zeppo di soldi, potere e vermi.
Potere..si.
Ma quale?
Bellamente accomodato di fronte ad un banchetto luculliano.
Colmo di tutto e di più del tutto.
Dall’altra parte del tavolo mille vergini pronte a concedersi ed il paradosso di non poterle avere.
Il gatto si lecca i baffi ma il pesce è al di là della teca di cristallo, infrangibile.
Ah!
Che ridere!
Ah!
Che godimento!
Stupido uomo vestito di bianco ma sporco fin dalle viscere.
Guardare e non toccare.
Accumulare.
Possedere.
Infrangere ogni regola umana e divina per poi lasciare tutto, ma proprio tutto.
Senza infilar nel vaso dell’immortalità le grosse e grasse mani.
Viscide.
Putride.
Bramose del tutto che non puoi più avere.
Il re del niente.
Il re che non può più comandare.
Abusare.
Uccidere indiscriminatamente.
Ologramma di se stesso e delle sue intangibili allucinazioni.
Il re sbeffeggiato e scanzonato dal buffone di corte che non lo alletta più con lusinghe e falsi onori.
Per poco, e solo per qualche momento, ora il re è lui, il Buffone.
Continuerà ancora ad insinuarsi tra gli avanzi dei potenti.
Lusingandoli.
Esaltandoli.
Con la bava alla bocca.
Prendendosi gioco del cadavere inerme del re che mai più gli sputerà addosso.
Che mai più lo deriderà.
Ah!
Che goduria!
Ah!
Che ridere!
Ah!
Che schifo!
Che schiera infinita di tanti piccoli miseri re senza regno.
Cani che latrano cui la sorte ha tolto il coraggio.
Topi che sfuggono al fuoco che lentamente li cuoce.
Soffriranno lentamente la punizione delle loro illusioni.
Si accalcheranno uno sull’altro alla ricerca di uno spiraglio di speranza.
Il fumo puzzolente delle loro carni bruciate farà scoppiare i polmoni nel petto.
Ansimano speranzosi con gli occhi sbarrati in un ultimo vano tentativo di ricerca dell’aria.
Preziosa come diamanti.
Gratificante come oro.
Creso ride a crepapelle.
Si sganascia.
Darebbero i loro regni per una boccata di illusione.
La morte tra breve se li porterà via con tutti gli interessi.
Non esiste genitore, figlio, parente o amico.
Anche gli ultimi istanti di esistenza, riservati alla spasmodica ricerca della sopravvivenza e del bene personale.
Futile.
Vano.
Inutile.
Illusorio.
Farsi spazio come folli impazziti arrancando in superficie.
Incapaci di raggiungere il filo dell’acqua prima del sopraggiungere della ..
Morte.
Schiacciare il prossimo senza rancore e godere nel veder soffrire.
Era così allora.
E’ così adesso.
Sarà così in futuro.
L’uomo è un animale che non cambia.
L’uomo è una bestia crudele.
L’uomo è..l’uomo.
Cos’è una preghiera se non l’estremo tentativo di esorcizzare il timore della morte?
Il re ed il buffone saranno presto simili.
Uguali ed indissolubili nella fredda ed umida terra.
La vita è un dono impagabile.
Ogni tanto.
All’improvviso.
Senza programmi.
Senza attese.
Senza aspettative.
Senza niente di niente.
Che l’aurora del mattino sia presagio di speranza.
Che lo sguardo luminoso di un figlio sia stimolo per la rinascita della coscienza.
La luce del sole raggiunge l’animo dell’uomo semplice che sa comprendere il significato della parola Amore.
Ciascuno decide di se stesso in libertà e senza costrizione.
Ognuno sa che un giorno dovrà presentarsi a Te per rendere il conto.
L’unica certezza che so di possedere, è che un giorno dovrò anch’io morire.
Vivere nell’incertezza del futuro, è la lenta attesa di chi ha perso la speranza.
Vivere con la speranza del domani, è la filosofia dell’ottimista fiducioso.
Vivere con la speranza della fede, è il più umile approccio di chi ha consapevolezza della propria umana imperfezione.
Di chi confida e spera nella immensità del Creatore.
28 Luglio 2009.
Sono sudato.
Un alito di vento mi accarezza il volto.
Anche se solo per un istante, il sollievo che dona è immenso.
Ancora una volta comprendo che le piccole cose sono le sole in grado di donare felicità immense.
